CHE FINE FANNO LE E-MAIL INVIATE A UN INDIRIZZO SBAGLIATO

Esistono due modi di “sbagliare” un indirizzo e-mail: nel nome utente (la parte che precede il simbolo @) o nel dominio di destinazione (la parte che segue il simbolo @). Nel primo caso, sarà il server di posta di destinazione ad accorgersi che il nome utente è errato e non esiste: interviene a questo punto un sistema automatizzato (il “Mailer Daemon”) che rispedisce l’e-mail originale al mittente. Questa e-mail contiene anche il codice identificativo dell’errore ed è generalmente in inglese, perche spesso questi messaggi standard non vengono tradotti. Chi ha sbagliato l’indirizzo si vede recapitare l’e-mail originaria come allegato, e il mittente è generalmente identificato come “Mail Delivery Service” oppure Servizio di recapito posta. Se si sbaglia invece la parte relativa al dominio, è allora il server di posta del nostro stesso provider che, non trovandolo in Rete , ci restituisce la mail evidenziando il fallimento dell’operazione di invio. Tutte le mail che contengono errori nell’indirizzo di destinazione seguono necessariamente uno di questi due iter. Chi è sicuro di avere mandato un’e-mail all’indirizzo corretto e ritiene si sia persa nel nulla, generalmente è caduto vittima di un filtro anti-spam: le mail segnalate come indesiderate finiscono in una cartella separata che, spesso, non si controlla mai, e che talvolta intrappola anche messaggi legittimi.
Fonte: Focus D/R
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vince chi osa
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