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LA ZANZARA


L’apparato boccale della femmina è composto da parti specializzate per pungere e succhiare il sangue animale di cui essa si nutre; il maschio, invece, munito di un apparato boccale più rudimentale, si ciba di nettare e acqua. La femmina individua la preda grazie alla vista e all'olfatto, percependo le emissioni di anidride carbonica e acido lattico. Altre caratteristiche che influenzano l'individuazione da parte della zanzara sono la temperatura, il sudore (le sostanze volatili emesse con esso) e il sebo. Il gonfiore e l’irritazione che segue la puntura di una zanzara sono dovuti alla sostanza che essa secerne e inietta nell’animale parassitato per fluidificarne il sangue ed evitarne la coagulazione. Le zanzare si accoppiano generalmente in volo. La femmina depone le uova in ambienti acquatici di diversa natura (acque correnti, laghetti, acquitrini, paludi, estuari o pozze di acqua piovana); soltanto alcune specie del genere Aedes depongono le loro uova sul terreno, in piccole depressioni destinate a essere allagate dalla pioggia. In gran parte le uova vengono mangiate e distrutte da piccoli pesci; quelle che sopravvivono all’attacco dei predatori producono larve apode (prive di zampe) acquatiche, che si nutrono di plancton e di altro materiale organico. La vita media di una zanzara si aggira intorno ai due mesi.


Dai primi anni Novanta del XX secolo, in Italia è stata segnalata la sempre maggiore diffusione di una nuova specie, Aedes albopictus. Di origine asiatica, è chiamata zanzara-tigre per le tipiche striature bianche che ne segnano l’addome e le zampe, e anche per la particolare aggressività. Diversamente dalla zanzara domestica, di abitudini perlopiù crepuscolari, la zanzara-tigre è attiva soprattutto nelle ore centrali del giorno, anche sotto la luce diretta del sole; non è una buona volatrice e si riproduce in “contenitori” naturali (come l’interno delle canne di bambù e le cavità dei tronchi) e artificiali, come vasi di fiori, grondaie e pneumatici. Sembra che proprio un carico di pneumatici popolati dalle uova sia stato l’accidentale vettore della sua introduzione in Italia tra il 1990 e il 1991; le gomme provenivano in gran parte da Atlanta, negli Stati Uniti: l’insetto fu rilevato per la prima volta nel 1985 a Houston (Texas). La zanzara-tigre fu scoperta nel 1988 anche nelle isole Figi e attualmente si è diffusa nell’area pacifica, nell’Europa centro-meridionale, negli Stati Uniti. La capacità delle uova di resistere a inverni freddi ne favorisce la sopravvivenza.Anche la sola puntura della zanzara tigre rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono un’attenzione medica. La presenza della zanzara tigre in numerosi focolai quindi può arrivare ad alterare le abitudini delle persone, inibendo i bambini e gli anziani dal giocare e sostare all’esterno nelle ore fresche della giornata, proprio quelle più piacevoli e adatte a questo genere di occupazioni. Come noto, i maschi non hanno istinti sanguisughi, ed il loro nutrimento è costituito da succhi vegetali; quindi le femmine sono i soli individui che pungono l'uomo, nutrendosi del suo sangue, in assenza del quale le larve non possono maturare. 
Ogni anno nel mondo si verificano dai 300 ai 500 milioni di casi di malaria, e tra questi si registrano tra 1 e 2 milioni di morti all'anno. I decessi si verificano per il 90% in Africa e interessano prevalentemente bambini al di sotto dei 5 anni , infatti la malaria è tra i principali killer dei bambini in Africa, non protetti dall'immunità generica presente negli adulti (tranne le donne in gravidanza).La malaria costituisce il 30-50% di tutti i ricoveri ospedalieri in Africa, pertanto è responsabile della perdita di 12 miliardi di dollari per anno. Negli ultimi anni, a causa delle mutazioni climatiche, dei movimenti delle popolazioni e dello sfascio dei sistemi sanitari e di sorveglianza, la media annua dei casi si è quadruplicata.

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